Ricordo

Ricordo.


Ricordo la prima volta che ti incontrai.


L’imbarazzo ci avvolgeva e ti impediva di guardarmi negli occhi, ma
bastò una mia lacrima per farti capire il mio bene, e mi abbracciasti
forte, nascondendo il tuo viso sul mio petto.


Seduti sulla panchina del cortile, in compagnia del silenzio e del
cielo azzurro, poggiasti la tua testa sulle mie ginocchia, e ti vedevo
serena mentre ti accarezzavo dolcemente la fronte e mi immergevo nei
tuoi occhi verdi e profondi come il mare, un mare tormentato da mille
paure, da mille incertezze.


Ricordo la lotta che facevo per rubarti una posa per poterti fotografare, per poterti avere vicino anche quando non c’eri.


Ricordo l’emozione che mi nasceva dentro quando mi davi la mano.


Ricordo il nostro primo intenso bacio che ci siamo scambiati in quella
stanza buia, illuminata da quella antica finestra e dalla luce dei
nostri cuori.


Ricordo il sapore dei tuoi baci, il profumo del tuo corpo, il calore
del tuo amore, la luce del tuo cuore che dissolveva le ombre della mia
vita.


Ricordo le ore passate proteggendoti tra le mie braccia mentre dormivi
dolcemente come una bambina, e ti guardavo fisso come si guarda la più
grande meraviglia del mondo.


Ricordo la paura che nasceva in me sapendo che eri sola. Le mille
fatiche e le mille sofferenze per poterti raggiungere e stringerti sul
mio cuore nel freddo della sera.


Ricordi, solo ricordi. Ormai di te solo ricordi mi sono rimasti.


Le paure e le incertezze dei tuoi occhi ti hanno portata via da me, e con te è svanita la mia anima.


Dal tuo primo bacio, la mia vita aveva il solo scopo di prendersi le
tue paure, assorbire i tuoi difetti, colmare le tue incertezze,
alleviare i tuoi dolori, esaudire i tuoi desideri, far brillare la luce
dei tuoi occhi, difenderti dalle crudeltà della vita. Farti diventare
la mia ragione di vita.


Ora sono qui a soffrire nei ricordi, a veder lentamente morire i miei
pensieri e le mie gioie, a veder allontanarsi le mie risposte, le mie
certezze.


All’ombra della tua vita aspetto che si apra il tuo balcone per poterti intravedere, ma ormai ti vedo solo nei sogni.


Ti vedo nei ricordi del passato, nei gesti della gente, nel verde del
mare, nella chiarezza del cielo e penso a tutto quello che non ti ho
potuto donare, che non ti sei fatta donare.


L’ultimo ricordo di te è la tua partenza. Un treno che pian piano si
allontana, portandoti via da me, tra le braccia di qualcun altro. Tra
le braccia di qualcuno che forse non è mai riuscito a provare dentro di
se quello che provavo io soltanto a guardarti.


Ricordi, ricordi, solo ricordi, e la mia vita avanza ma tu non ci sei più…


Salvatore Architravo

 

25.1.2009 – 23.3.2009

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