Marte e Giovanni Schiaparelli

Oggi dedico l’intervento ad un grande astronomo italiano che, nel 1890, tracciò la mappa di Marte: Giovanni Schiaparelli.
Come me, anche Google ha voluto dedicare omaggio a questo "pioniere dello spazio" italiano, ed oltre al logo a tema, anche la Google Earth ha dedicato l’omaggio a Schiaparelli inserendo la sua mappa nel programma:

" Nel 1890, l’astronomo italiano Giovanni Schiaparelli
tracciò questa mappa di Marte. Oggi, in occasione del 174° anniversario
della sua nascita, siamo felici di aggiungere la sua opera ai numerosi
nuovi contenuti di Mars su Google Earth.

Rendiamo omaggio allo spirito pioneristico di
Schiaparelli, alla sua passione per l’esplorazione e al suo desiderio
di capire l’universo. Le sue osservazioni hanno influenzato il modo in
cui abbiamo guardato Marte per quasi un secolo e hanno dato il via a
una rivoluzione nel campo dell’astronomia.

Parti alla scoperta del pianeta rosso: utilizza la
nuova funzionalità Mars di Google Earth per vedere Marte come mai prima
d’ora. " Non ho intenzione di fare pubblicità ma ve lo consiglio vivamente di scaricarlo. Per chi conosce già Google Earth, posso dire che questa è la versione aggiornata ed in più c’è questo piccolo "sfizio", cioè il pianeta Marte e la mappa del cielo con le sue stelle e costellazioni.

http://earth.google.it/mars/giovanni.html

Giovanni Virginio Schiaparelli (Savigliano, 14 marzo 1835Milano, 4 luglio 1910) è stato un astronomo e storico della scienza italiano.

Fu inoltre senatore del Regno d’Italia, membro dell’Accademia dei Lincei, dell’Accademia delle Scienze di Torino e del Regio Istituto Lombardo, ed è noto particolarmente per i suoi studi su Marte.

Attività astronomica

Compì undicimila misure tra le stelle doppie ossia quelle stelle che, al telescopio ottico, appaiono molto ravvicinate tra loro nel cielo. Le stelle doppie ottiche possono essere due stelle che orbitano effettivamente attorno ad un baricentro comune (binarie visuali)
oppure delle coppie apparenti: due stelle senza alcune connessione
fisica, ma che appaiono molto ravvicinate dalla prospettiva di
osservazione terrestre.

Tra i risultati astronomici, vi fu la scoperta dell’asteroide 69 Hesperia, il 26 aprile 1861, e la dimostrazione dell’associazione degli sciami meteorici delle PerseidiLeonidi con le comete. Schiaparelli verificò, per esempio, che l’orbita dello sciame meteorico delle Leonidi coincideva con quella della cometa Tempel-Tuttle.
Queste osservazioni condussero l’astronomo a formulare l’ipotesi, molto
successivamente rivelatasi esatta, che gli sciami meteorici potessero
essere residui cometari.

Storia della scienza

Schiaparelli fu uno dei maggiori studiosi del suo secolo della
storia dell’astronomia antica. Fu tra l’altro il primo a capire che le
sfere omocentriche di Eudosso di Cnido e di Callippo di Cizico,
a differenza di quelle usate da molti astronomi di epoche successive,
non erano concepite come sfere materiali, ma solo come elementi di un
algoritmo di calcolo analogo alla moderna serie di Fourier.
Propose inoltre un’ingegnosa ricostruzione del sistema planetario di
Callippo, che è ancora la base degli studi su questo argomento.

I canali di Marte 



La mappa di Marte pubblicata da Schiaparelli nel 1888. Le depressioni scure denominate (in latino) "mari" e "oceani" sono i canali.

Molto popolari presso il grande pubblico furono le osservazioni al telescopio del pianeta Marte compendiate da Schiaparelli in tre pubblicazioni: "Il pianeta Marte" (1893), "La vita sul pianeta Marte" (1895) e "Il pianeta Marte" del 1909. Durante la grande opposizione del 1877, Schiaparelli osservò sulla superficie del pianeta una fitta rete di strutture lineari che chiamò "canali". I canali di Marte
divennero ben presto famosi, dando origine a una ridda di ipotesi,
polemiche, speculazioni e folklore sulle possibilità che il pianeta
rosso potesse ospitare forme di vita senzienti.

L’autore scriveva:


« Piuttosto
che veri canali della forma a noi più familiare, dobbiamo immaginarci
depressioni del suolo non molto profonde, estese in direzione
rettilinea per migliaia di chilometri, sopra larghezza di 100, 200
chilometri od anche più. Io ho già fatto notare altra volta, che,
mancando sopra Marte le piogge, questi canali probabilmente
costituiscono il meccanismo principale, con cui l’acqua (e con essa la
vita organica) può diffondersi sulla superficie asciutta del pianeta »


(Giovanni Schiaparelli, La vita sul pianeta Marte, estratto dal fascicolo N.° 11 – Anno IV° della rivista Natura ed Arte, maggio 1895, cap. I)



La rete artificiale di canali ipotizzata da Percival Lowell.

La maggior parte delle speculazioni sull’esistenza di una civiltà aliena su Marte fu favorita da un’errata traduzione in inglese del lavoro di Schiaparelli. La parola «canali» fu, infatti, tradotta con il termine «canals» invece del più corretto «channels».
Mentre la prima parola indica una costruzione artificiale, il secondo
termine definisce una conformazione del terreno che può essere anche di
origine naturale. L’astronomo statunitense Percival Lowell
fu uno dei più ferventi sostenitori della natura artificiale dei canali
marziani e condusse una dettagliata serie di osservazioni (compendiata
nelle pubblicazioni: "Mars", 1895; "Mars and Its Canals", 1906; "Mars As the Abode of Life", 1908)
a sostegno dell’ipotesi che i canali fossero delle imponenti opere di
ingegneria idraulica progettate dai marziani per meglio gestire le
scarse risorse idriche del pianeta.

Tra gli scienziati che contestarono l’esistenza dei canali, vi furono l’astronomo italiano Vincenzo Cerulli (tra i primi ad avanzare l’ipotesi che le strutture di Schiaparelli fossero illusioni ottiche come successivamente dimostrato), l’astronomo inglese Edward Walter Maunder (che condusse degli esperimenti visivi al fine di dimostrare la natura illusoria dei canali) e il naturalista inglese Alfred Russel Wallace che, nel libro "Is Mars Habitable?" del 1907, criticò aspramente le tesi di Lowell affermando che la temperatura e la pressione atmosferica del pianeta erano troppo basse perché potesse esistere acqua in forma liquida, e che tutte le analisi spettroscopiche effettuate fino a quel momento avevano escluso la presenza di vapore acqueo nell’atmosfera marziana.

Le prime foto della superficie del pianeta scattate dalla sonda spaziale Mariner 4, nel 1965, e la prima mappatura realizzata da Mariner 9, nel 1971, misero fine alla disputa rivelando una superficie arida e desertica butterata da crateri da impatto, profonde incisioni e formazioni di origine vulcanica.

Riconoscimenti

In suo onore furono battezzati l’asteroide 4062 Schiaparelli, il cratere Schiaparelli sulla Luna, il cratere Schiaparelli su Marte e lo Schiaparelli Dorsum, una catena montuosa sulla superficie di Mercurio.

Per la scoperta del legame tra comete e sciami meteorici Schiaparelli fu insignito, nel 1872, della medaglia d’oro della Royal Astronomical Society. Nel 1902, ricevette la Medaglia Bruce della Astronomical Society of the Pacific.

È attualmente sepolto nel Cimitero monumentale di Milano.

Pubblicazioni

Parlamento Italiano
Senato del Regno d’Italia

Sen. Giovanni Schiaparelli


Luogo nascita

Savigliano

Data nascita

14 marzo 1835

Luogo morte

Milano

Data morte

4 luglio 1910

Titolo di studio

Professione

astronomo

Partito

Legislatura

XVI

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