Charles Darwin (1809-2009)

Intervento per commemorare i 200 anni di Charles Darwin (1809-2009)

 

 

 

Charles Robert Darwin (Shrewsbury, 12 febbraio 1809Londra, 19 aprile 1882) è stato un biologo, geologo e zoologo britannico, celebre per aver formulato, la teoria dell’evoluzione delle specie animali e vegetali per selezione naturale di mutazioni casuali congenite ereditarie (origine delle specie), e per aver teorizzato la discendenza di tutti i primati (uomo compreso) da un antenato comune (origine dell’uomo). Pubblicò la sua teoria sull’evoluzione delle specie nel libro L’origine delle specie (1859), che è rimasto il suo lavoro più noto. Raccolse molti dei dati su cui basò la sua teoria durante un viaggio intorno al mondo sulla nave HMS Beagle, e in particolare durante la sua sosta alle Isole Galápagos.

 

 

La vita

La firma di Darwin

 
 

Charles Darwin in un ritratto ad acquerello di George Richmond sul finire degli anni trenta del XIX secolo.

 
 

Nacque a Shrewsbury, in Inghilterra, quinto dei sei figli di Robert Darwin, medico generico del paese con una positiva carriera professionale, e Susannah Wedgwood; era nipote di Erasmus Darwin e Josiah Wedgwood.

La gioventù e la formazione scolastica

Da scolaro lesse il famoso libro "The Natural History of Selburne" , contenente le osservazioni di campagna scritte, giorno per giorno, dal naturalista Gilbert White, considerato uno dei padri fondatori della storia naturale. Darwin ne restò affascinato ed iniziò a collezionare insetti, rocce e minerali, ad osservare gli uccelli dei dintorni del paese ed a praticare la caccia.

Terminate le scuole primarie fu inviato nella rinomata scuola del dottor Butler a Shrewsbury, imparando la geometria e la matematica, trascurando lo studio dei classici antichi, che non riuscivano a coinvolgerlo pienamente. Nel tempo libero collezionava uova di uccelli e assieme al fratello Erasmus eseguiva esperimenti chimici nel capanno degli attrezzi, nel giardino della loro casa: luogo in cui i due fratelli erano stati relegati dal padre, che non sopportava gli odori nauseabondi prodotti dagli stessi esperimenti. Si ritrovò, grazie a tale attività, col soprannome di Gas. Due anni prima di completare gli studi, a 16 anni fu iscritto dal padre, all’università di Edimburgo , presso la facoltà di Medicina . Il suo disgusto per la dissezione e la rozzezza della chirurgia del tempo lo portarono ad abbandonare la Scuola di Medicina nel 1827. Durante quell’anno seguì anche le letture di ornitologia di Audubon e trovava modo di imbarcarsi in mare con i pescatori di ostriche di Newhaven e compiere ricerche negli stagni locali che gli fruttarono la sua prima relazione scientifica di fronte ad una società studentesca. In quell’istituto fu influenzato dal lamarkiano Robert Edmund Grant.

Cambridge

Suo padre, insoddisfatto che non fosse diventato medico e temendo divenisse un buono a nulla, lo spedì nel 1828 nel Christ’s College a Cambridge, sperando in una sua carriera ecclesiastica.

A Cambridge, Darwin fu tuttavia fortemente influenzato da personalità scientifiche quali William Whewell e il botanico ed entomologo John Stevens Henslow: questo, unitamente all’interesse per le collezioni di coleotteri sviluppatosi accompagnandolo in escursioni in campagna alla caccia di insetti, lo indirizzò, incoraggiato da suo cugino William Darwin Fox, verso la storia naturale. Riguardo agli studi, se da un lato studiava lo stretto necessario per passare gli esami del suo corso universitario, dall’altro leggeva i libri dei naturalisti dell’epoca, fra cui Herschel e quelli del naturalista esploratore Von Humboldt. Darwin rimase a Cambridge per ulteriori studi in Geologia, per la quale dimostrava predisposizione. Nell’estate del 1831, terminati gli studi e superati gli esami finali, lavorò col grande geologo Adam Sedgwick in rilievi stratigrafici nel Galles del nord.

Il viaggio sul Beagle

Dopo che ebbe terminato questo lavoro nel Galles, il giovane venne raccomandato da Henslow come accompagnatore di Robert Fitzroy, capitano della nave Beagle che era in partenza per una spedizione cartografica di cinque anni attorno alle coste del Sud America. Nel lungo periodo trascorso tra mari e terre egli ebbe modo di sviluppare quelle capacità osservative ed analitiche che gli hanno resa possibile la formulazione di un principio biologico rivoluzionario apparentemente controintuitivo, ma che doveva rivelarsi l’unico modo veramente scientifico di interpretare le dislocazioni e le varietà delle specie viventi nei differenti contesti. La possibilità di lavorare durante la spedizione direttamente sul campo d’indagine gli permise di studiare di prima mano sia le caratteristiche geologiche di continenti ed isole, sia un gran numero di organismi viventi e fossili. Egli raccolse metodicamente un gran numero di campioni sconosciuti alla scienza: tali campioni, conferiti al British Museum, erano già di per sé un notevole ed ineguagliato contributo scientifico.

Fra Capo Verde e le Falkland

 

Il viaggio del Beagle

 
 

Nel suo viaggio visitò le isole di Capo Verde, le Isole Falkland (o Isole Malvinas), la costa del Sud America, le Isole Galápagos e l’Australia. Di ritorno nel 1836, Darwin analizzò campioni di specie animali e vegetali, che aveva raccolto, e notò somiglianze tra fossili e specie viventi della stessa area geografica. In particolare, notò che ogni isola dell’arcipelago delle Galápagos aveva proprie forme di tartarughe e specie di uccelli differenti per aspetto, dieta, eccetera, ma per altri versi simili.

Nella primavera del 1837 ornitologi del British Museum informarono Darwin che le numerose e piuttosto differenti specie che egli aveva raccolto alle Galápagos appartenevano tutte a un gruppo di specie della sottofamiglia Geospizinae, all’interno della famiglia Fringillidae, cui appartengono anche i comuni fringuelli. Ciò, unitamente alla rilettura del saggio del 1798 di Thomas Malthus sulla popolazione, innescò una catena di pensieri che culminarono nella teoria dell’evoluzione per selezione naturale e sessuale. Darwin ipotizzò che, ad esempio, le differenti tartarughe avessero avuto origine da un’unica specie e si fossero diversamente adattate nelle diverse isole.

Teorie abbozzate

Sulla base di tali ragionamenti, ed in sintonia con i Principi di geologia di Charles Lyell e il Saggio sui principi della popolazione di Malthus (in cui si teorizzava il concetto di disponibilità di risorse alimentari intesa come limite alla numerosità delle popolazioni animali), Darwin scrisse gli Appunti sulla trasformazione delle specie. Ben consapevole dell’impatto che la sua ipotesi avrebbe avuto sul mondo scientifico, Darwin si mise ad indagare attivamente alla ricerca di eventuali errori, facendo esperimenti con piante e piccioni e consultando esperti selezionatori di diverse specie animali. Nel 1842 stese un primo abbozzo della sua teoria, e nel 1844 iniziò a redigere un saggio di duecentoquaranta pagine in cui esponeva una versione più articolata della sua idea originale sulla selezione naturale. Fino al 1858 (anno in cui Darwin si sarebbe presentato alla Linnean Society di Londra) non smise mai di limare e perfezionare la sua teoria.

Altri trattati e l’avventura del "Beagle"

Darwin pubblicò altri trattati scientifici, tra cui la spiegazione della formazione degli atolli corallini nel Pacifico del sud e il resoconto del suo viaggio a bordo del HMS Beagle.

La Zoologia del viaggio della H. M. S. Beagle venne pubblicata, in cinque volumi, fra il 1839 e il 1843. In quel periodo, Darwin ebbe una fitta corrispondenza scientifica con Alfred Russel Wallace, che si trovava a lavorare nelle Isole del Pacifico meridionale. Nel giugno del 1858, Wallace gli espose una propria teoria dell’evoluzione. Nello stesso periodo, alcuni amici di Darwin lo persuasero a rendere pubbliche le sue idee.

L’origine delle specie

Il frontespizio dell’edizione del 1859 de L’origine delle specie

 
 

Il 1 luglio 1858, Darwin diede la propria comunicazione (riguardo all’Origine delle specie per mezzo della selezione naturale) alla Linneian Society; insieme fu letta anche una comunicazione di Wallace che Darwin aveva ricevuto, in cui Wallace aveva esposto la formulazione di una sua teoria sull’ origine della specie, da lui sviluppata indipendentemente, con molti punti in contatto con quella di Darwin. Il saggio di Darwin sull’argomento L’origine delle specie fu pubblicato un anno più tardi; tanto era l’interesse suscitato dalla sua opera che la prima edizione (in 1250 copie) andò esaurita in due giorni.

Nelle sue opere successive – quali La variazione degli animali e delle piante allo stato domestico, L’origine dell’uomo e la selezione sessuale e L’espressione delle emozioni negli animali e nell’uomo – Darwin sviluppò altri temi soltanto abbozzati o neppure accennati ne L’origine delle specie. Per esempio, ne L’origine dell’Uomo e la selezione sessuale, Darwin aggiunse alla selezione naturale, come meccanismo di selezione, anche la selezione sessuale, dovuta alla "scelta femminile" (o in alcuni casi maschile) che spinge uno dei due sessi a sviluppare caratteri sessuali secondari abnormi e, in apparenza, in contrasto con la sopravvivenza e quindi il fitness individuale, come i palchi dei maschi dei cervi europei (Cervus elaphus) o la coda, sempre nei maschi, del pavone (Pavo cristatus). Ne L’espressione delle emozioni negli animali e nell’Uomo, Darwin abbozzò per la prima volta lo studio del comportamento animale secondo una prospettiva evoluzionistica, che avrebbe dato spunto nel secolo successivo all’etologia.

Nonostante le profonde modifiche cui è andata (e va) incontro anche ai giorni nostri la teoria dell’evoluzione per selezione naturale, le riflessioni di Darwin sono ancor oggi la base ed il presupposto scientifico per lo studio della vita e della sua evoluzione; unica lacuna importante nel sistema darwiniano era la mancanza di conoscenza dei meccanismi dell’ereditarietà genetica (i lavori di Gregor Mendel non erano ancora pubblicamente noti). La relativa teoria della Pangenesi venne superata col neodarwinismo.

La selezione degli animali domestici

Charles Darwin è famoso per lo studio della selezione degli esseri viventi nelle condizioni di vita selvatica, condizioni studiate nel corso del viaggio sul brigantino Beagle. Si tende a dimenticare, invece, che Darwin dedicò lunghi anni ed immensa attenzione alla selezione dei vegetali coltivati e degli animali domestici, tra i quali i riproduttori non sono scelti dalla prevalenza del più forte, che regola la riproduzione allo stato selvaggio, ma per scelta dell’uomo che preferisce un riproduttore ad un altro sulla base del vantaggio economico, come avviene per bovini e suini, o per mere considerazioni estetiche, come accade per cani e colombi.Si può ricordare che nelle campagne inglesi era in corso, da alcuni decenni, la selezione in senso moderno delle razze di fondamentale interesse economico: bovini, ovini e suini. Darwin dedicò la più attenta considerazione all’opera degli allevatori dell’Isola, ed effettuò sulle loro procedure considerazioni fondamentali, che possono considerarsi la prima riflessione scientifica sul "miglioramento" degli animali allevati[4]. Studiando l’opera degli allevatori del proprio paese, come quella dei colombofili e dei cinofili londinesi, lo scienziato britannico compose la propria opera più voluminosa: La variazione delle piante e degli animali in condizione di domesticità.

Accanto a Newton

L’opera di Darwin fu molto apprezzata dalla comunità scientifica. Egli divenne membro della Royal Society nel 1839 (per la raccolta di informazioni effettuata durante il suo viaggio) e nel 1878 fu accolto anche dall’Académie des Sciences francese.

Lapide della tomba di Charles Darwin nell’Abbazia di Westminster, Londra

 
 

Nel 1839 si sposò con sua cugina Emma Wedgwood, una ricca borghese proveniente da una famiglia di fabbricanti di vasellame. La coppia visse alcuni anni a Londra, per poi trasferirsi a Downe, nel Kent, in una residenza chiamata Down House (oggi attrazione turistica). Ebbero una famiglia numerosa; 10 figli, di cui tre morirono in tenera età, e trascorsero una tranquilla vita nella campagna inglese. Darwin di giorno compiva delle passeggiate a piedi per un viottolo nei dintorni, non disdegnando delle escursioni a cavallo, nella convinzione che facessero bene alla salute e la sera usava trascorrere le serate giocando a backgammon con la moglie venendone spesso sconfitto.

Nel 1870 fu nominato socio d’onore della Società Geografica Italiana.

Alla sua morte, avvenuta a Downe, il 19 aprile del 1882, Darwin ricevette funerali di stato e fu sepolto nell’Abbazia di Westminster, accanto a Newton.

Darwin e la fede cristiana

Raffigurazione sarcastica di Darwin raffigurato come scimmia

 
 

Charles Darwin discendeva da un ambiente anticonformista.
Sebbene vari membri della sua famiglia fossero
liberi pensatori, apertamente privi di credenze religiose convenzionali, egli inizialmente non dubitò della verità letterale della Bibbia. Frequentò una scuola anglicana, poi a Cambridge studiò teologia anglicana con la vaga idea di diventare prete, essendo abbastanza convinto dall’argomento teleologico di William Paley, secondo il quale il progetto finalistico della natura dimostrerebbe l’esistenza di Dio.

Il contatto con la natura e la pratica scientifica cominciarono tuttavia a dar corso a un processo mentale che doveva portarlo su posizioni scettiche. Il viaggio sull’HMS Beagle e lo studio degli ecosistemi nel loro evolvere gli fece comprendere come non la finalità ma la causalità potessero giocare un ruolo fondamentale nei mutamenti del vivente.

Darwin sottopose ad analisi rigorosa tutti gli scenari biologici che incontrava, rimanendo perplesso, per esempio, di fronte al fatto che le belle creature degli abissi oceanici fossero state create dove nessuno le poteva vedere, e rabbrividendo alla vista di una vespa che paralizzava bruchi e li offriva come cibo vivo alle proprie larve; considerò che quest’ultimo caso era in contraddizione con la visione di Paley di un progetto benefico.
Mentre era sul Beagle, Darwin era però rimasto ortodosso, e citava la Bibbia come un’autorità nella morale, ma aveva cominciato a vedere la storia del
Vecchio Testamento come falsa ed inaffidabile.

Dopo il suo ritorno, investigò la trasmutazione delle specie.
Sapeva che i suoi amici
naturalisti ecclesiastici la ritenevano un’orrenda eresia, che minava le giustificazioni miracolose per l’ordine sociale, e sapeva che tali idee rivoluzionarie erano sgradite specialmente in un momento in cui la posizione raggiunta dalla Chiesa anglicana era attaccata dai dissidenti radicali e dagli atei. Mentre stava sviluppando segretamente la sua teoria della selezione naturale, Darwin scrisse persino della religione come di una strategia di sopravvivenza tribale, sebbene credesse ancora che Dio fosse il legislatore ultimo.

La sua fede nel cristianesimo continuò ad attenuarsi, ed infine, con la morte della figlia Annie nel 1851, la perse completamente.
Continuò a dare sostegno alla Chiesa locale e ad aiutare con il lavoro parrocchiale, ma di domenica faceva una passeggiata mentre la sua famiglia andava a messa. In età avanzata, quando gli venne chiesto delle sue convinzioni religiose, scrisse che non era mai stato un ateo nel senso di negare l’esistenza di un Dio, ma che in generale "
agnostico sarebbe la più corretta descrizione del mio stato mentale".

Charles Darwin riferì nella sua biografia del nonno Erasmus Darwin, di come venissero fatte circolare delle storie false che sostenevano che Erasmus avesse invocato Gesù sul letto di morte. Charles concluse scrivendo "Tale era lo stato del sentimento cristiano in questo Paese nel 1802….
Possiamo almeno sperare che adesso non prevalga più niente del genere." Nonostante questa speranza, storie molto simili vennero fatte circolare dopo la sua morte, di cui la più importante è la "Storia della Signora Speranza", pubblicata nel
1915, che sosteneva che Darwin si fosse convertito sul suo letto di malattia. Tali storie sono state propagate da alcuni gruppi cristiani al punto da diventare leggende urbane, sebbene queste asserzioni siano state smentite dai figli e siano state rigettate come false dagli storici.

Influenza sui posteri

Se l’uomo del XXI secolo osserva il mondo con un atteggiamento differente rispetto agli uomini nati durante l’epoca vittoriana, uno dei principali artefici di questo mutamento è certamente Darwin, per una serie di motivi :

  • Il darwinismo, escludendo ogni fenomeno e causa soprannaturale e utilizzando strumenti di indagine rigorosamente scientifici, quindi materialistici, entra in conflitto con il pensiero metafisico tramandato dalla religione cristiana. Per quanto anche prima della pubblicazione delle opere di Darwin, e fin dall’inizio del Settecento, l’ipotesi di un Dio creatore apparisse non plausibile per spiegare la realtà del mondo, con l’evoluzionismo l’idea di diventa per molti versi oziosa. Questo a meno di ammettere con Newton e contro Leibniz che Dio continuasse ad "aggiustare" l’evoluzione del cosmo in corso d’opera, ipotizzando una creazione "continua".
  • Il darwinismo mette in luce le lacune presenti nel modello dei cosiddetti tipologi o "fissisti", che sostenevano l’immodificabilità del mondo biologico in quanto creato da Dio in modo definitivo.
  • Le teorie della selezione naturale consentono di mettere in discussione le argomentazioni finalistiche che sostenevano che qualunque cosa presente in natura avesse un fine predeterminato.
  • Anche il determinismo viene messo in discussione, con il suo concetto pregnante di poter prevedere, costantemente, il futuro, una volta noti gli elementi del mondo attuale ed i suoi processi.
  • Le teorie evoluzionistiche consentono all’etica di assumere un fondamento scientifico, dato che la sopravvivenza e il successo di un gruppo, dipende dall’armonia dei suoi membri e dall’altruismo.
  • Lettere e corrispondenza

Tutta corrispondenza scientifica di Darwin, che il naturalista scambiava attivamente con gli studiosi del suo tempo, è stata resa disponibile in rete tramite il Darwin Correspondence Project dall’ Universita’ di Cambridge. Fra i principali corrispondenti di Darwin vi sono: Charles Lyell uno dei fondatori della Geologia, Asa Gray e Joseph Dalton Hooker botanici, Thomas Henry Huxley zoologo e impetuoso difensore della teoria evolutiva nei dibattiti pubblici, e Alfred Russel Wallace il naturalista che, contemporaneamente a Darwin, intuì il problema delle variazioni della specie.

Le scuse della Chiesa Anglicana

A duecento anni dalla nascita di Darwin, la Chiesa Anglicana decise di scusarsi in maniera ufficiale per non aver compreso la Teoria dell’evoluzione

http://it.wikipedia.org/wiki/Charles_Darwin

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