un pò di napoletano

Oggi voglio dedicare questo post ad una particolare espressione della lingua napoletana: ‘A Maronn t’ accumpagna
Questa espressione la si usa per augurare buona fortuna a qualcuno… ma cosa significa esattamente? Come è nata?.. Adesso lo spiego io.
Siamo nella Napoli del 1700, una Napoli senza elettricità, dai palazzi nobiliari provvisti di torcie ai lati dei portoni e di balconi con "riccioli" agli angoli per potervi appoggiare le candele. Una Napoli dove, i signorotti, uscivano scortati da quattro servi muniti di torcie, per illuminargli il cammino di notte, per evitare imboscate. A Piazza Dante, nella chiesa di Santa Maria di Caravaggio, vi era Don Rocco. Don Rocco chiese all’allora re di Napoli, Ferdinando I delle Due Sicilie (se non sbaglio), se poteva posizionare fuori la chiesa un’immagine della Madonna Addolorata, con un lumino. Il Re accettò, alla condizione che il lumino fosse sempre acceso. Alla richiesta del re, Don Rocco, si mise subito a lavoro. Don Rocco radunò tutti i "guappi" di ogni quartiere (forse i veri potenti di Napoli) e chiese se, per onorare la Madonna, il lumino di quella edicola fosse sempre fornito di olio per mantenere la fiamma accesa. I guappi accettarono l’incarico e così fù. Ogni volta un guappo si preoccupava di far stare sempre pieno il lumino. Da quella prima volta, le edicole iniziarono a sparersi per ogni vicolo di Napoli, tenendola illuminata con i loro lumini, e quando un figlio usciva al mattino presto per andare a lavoro, quando il sole non era ancora sorto, la madre gli diceva " C’ ‘a Maronn t’accumpagna ", per sperare che, durante il cammino del figlio, ci fosse sempre una piccola edicola illuminata a dargli luce.
 
Sono passati ormai 300 anni da questo evento ma, ancora oggi, l’espressione è ancora usata anche se, come molti detti, proverbi o espressioni dialettali, non molti ne sanno il vero significato. Per esempio, facendo una piccola parentesi, esiste anche un’altra espressione : Acopp ‘a mano, che la si usa per indicare la parole "all’improvviso". Quest’espressione nasce da un gioco ormai antico che consiste nello schiaffeggiare la mano dell’altro giocatore, prima che quest’ultimo la tolga da sotto la "mira". Per fare questo gioco ci vuole molta velocità quindi, appunto, all’improvviso il giocatore dava uno schiaffo all’altro. Negli anni forse il gioco non si userà più come prima ma l’espressione è rimasta. Queste sono le piccole perle di una lingua bella come il napoletano, che ha parole come Arricrearsi, che si usa, normalmente, per indicare un momento di gioia, di pace, ma che pochi analizzano per il suo vero significato, e cioè "ricrearsi", nascere nuovamente; indicare un momento che si sta talmente bene che ci si sente come rinati.
 
Purtroppo, il napoletano vero, originale, non esiste più a Napoli perchè, come tutte le grandi città, ha dovuto dirigere il proprio dialetto verso la lingua madre della Patria: l’italiano. Uno di questi "distruttori" fu Salvatore Di Giacomo, grande autore di canzoni napoletane come Era de Maggio, Palomma ‘e notte, ‘E spingule francese, A Marechiare e molte altre. Fu un "distruttore" perchè "cambiò qualche parola, la "italianizzò" per renderla comprensibile, almeno un pò, per tutta l’Italia, e ci ritrovavamo con trasformazioni: ‘A chiazz diventò ‘A piazz, ‘O muccatur diventò ‘O fazzulett. Perchè, se dici a Milano, ‘o muccatur non credo ti capirà qualcuno, ma se dici ‘o fazzulett, più o meno si capisce che si parla del fazzoletto, quindi, il milanese crede di aver capito il napoletano, quando, in realtà, quello non è napoletano.
 
Il napoletano vero è una lingua molto più difficile di quella odierna, una lingua che ormai, a Napoli, forse solo gli anziani parlalo ancora un pò. Dove si può trovare ancora una lingua rassomigliante al napoletano antico sono i paesini che, essendo piccoli, sono riusciti a mantenere nel tempo l’antica lingua che vi era nelle zone Campane secoli fa.
Il napoletano è una lingua talmente ricca che affonda le sue radici nelle grandi lingue nazionali come il francese e lo spagnolo. Di seguito riporto una piccola griglia, tratta da Wikipedia, con alcune delle parole che derivano da altre lingue:
 

Esempi

Napoletano

Italiano

Provenienza

Lingua d’origine

Blé

blu

Bleu

francese

Blecco

asfalto per isolamenti

black

inglese

Buatt

barattolo

Boîte

francese

Buttej

bottiglia

Bouteille

francese

Tirabbuxò

cavatappi

Tire-bouchon

francese

Raggia

rabbia

Rage

francese

Nippulo

capezzolo

Nipple

inglese

Ammuin

chiasso, che infastidisce

Mohinar

spagnolo

Abbuscà

guadagnare arrangiandosi, prendere botte

Buscar

spagnolo

Abbasc

giù

Abajo

spagnolo

Cu mic

con me

Conmigo

spagnolo

Cucchiara

cucchiaio

Cuchara

spagnolo

Guappo

bullo, prepotente

Guapo

spagnolo

Sguarrà

divaricare, squarciare

Desgarrar

spagnolo

Ricchion

omosessuale

Orejones

spagnolo

Papiello

lungo documento burocratico

Papel

spagnolo

Currèa

cinghia, cintura

Correa

spagnolo

Camorra

associazione delinquenziale

Morra

spagnolo

Semmana

settimana

Semana

spagnolo

Nennella, Nennè

bambina

Niña

spagnolo

Nennillo, nennì

bambino

Niño

spagnolo

Léngua

lingua

Lengua

spagnolo

Relogge

orologio

Reloj

spagnolo

Sparadrappo

cerotto

Esparadrapo

spagnolo

Mola

dente

Muela

spagnolo

Criatur

Bambino

Crecer?

spagnolo

Spasso

divertimento

Spaß

tedesco

Sparagno

risparmio

éparagne

francese

Lassá

lasciare

laxare

latino

Pazzià

giocare

pàizein

greco classico

Capaddozjo

caposquadra

catapaz

spagnolo

Micciariello

fiammifero

mechero

spagnolo

Servietta

tovagliolo

serviette

francese

Suonno

sonno

sueño

spagnolo

Muccaturo

Fazzoletto

macature

francese

Gnernò

Signorno

Signeurnon

francese

Purtuallo

arancia

Burtughali

arabo

Tauto

bara

Al-tawt

arabo

Gengomma o Cingomma

Gomma da masticare

Chewing-gum

inglese

Cacciuttiello

Cucciolo di cane o cagnolino

Cachorro

spagnolo

Cerasa

Ciliegia

Cerasum

latino

Tradotto letteralmente "orecchioni", soprannome che gli spagnoli diedero agli inca a causa delle grosse orecchie che si foravano e allungavano, e caratterizzati spesso da comportamenti omosessuali.

In più vi allego la pagina di Wikipedia che tratta questa lingua: http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_napoletana

e un video divertenete, di Enzo Fischetti, su una lezione sulla lingua napoletana

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