venerdì 17…

Oggi è venerdì 17… porca miseria. Gli scaramantici si staranno premunendo di talismani, corni rossi, gobbetti, gatti bianchi, chiavi, zampe di coniglio e toccano ferro e legno. Anche io sono un pò scaramantico, forse perchè sono napoletano; fa parte del sangue della cultura del mio popolo. In questo giorno mi viene in mente Totò nel film "Così è la vita" nella puntata "La patente":
 
 
Ma oggi, invece di grattarmi come molti (e non dico dove), voglio buttarla sulla cultura parlando del famoso "corno rosso" nella storia:
                                                
 

Varie sono le notizie sull’epoca e sulle modalità d’uso del corno:
-Intorno al 3500 a.C., età neolitica, gli abitanti delle capanne erano soliti appendere, sull’uscio della porta, un corno, simbolo della fertilità. La fertilità, allora, era abbinata alla potenza, e quindi al successo.
Si erasoliti offrire dei corni, come voto, alla dea Iside, affinchè assistesse gli animali nelle procreazioni.
-Secondo la mitologia, Giove, per ringraziare la sua nutrice, le donò un corno dotato di poteri magici.
-Nell’età medievale il corno, per portare fortuna, doveva essere rosso e fatto a mano. Il rosso simboleggiava la vittoria sui nemici e doveva essere fatto a mano perchè ogni talismano acquisisce poteri benefici dalle mani che lo producono.
Il corno è il referente apotropaico (allontanatore) per antonomasia: simbolo della vita, che allontana un’influenza magica maligna. Secondo la scaramanzia napoletana, il corno deve essere un dono quindi, per portare fortuna, non deve essere comprato, inoltre, deve essere: rigido, cavo all’interno, a forma sinusoidale e a punta
 
 
 
Un’altra "colorita" usanza è quella di toccarsi i genitali: perchè questo? Ora ve lo spiego io:
 
 
                                     
 Parlando di sfortuna, qual’è il peggior pensiero che può nascere pensando ad un eventuale colpo di sfortuna? E’ facile.. la morte. La morte è il perno principale dell’azione, quello che deve essere scacciato. E allora, nel mondo della scaramansia, come si può sconfiggere la morte? Il pensiero della morte si sconfigge attraverso il pensiero della vita, infatti, ci si tocca gli organi genitali, le gonadi, cioè gli organi che permettono la riproduzione e quindi la vita. Attraverso il "tocco" una persona sta "scacciando" la morte attraverso l’amuleto "vivente portatore di vita".
 
Sembra strano, bizzarro, ma è così, ecco "svelato" un’altro piccolo mistero.
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Una risposta a venerdì 17…

  1. Carmela ha detto:

    Mh… davvero interessante questo intervento!!! ^_^

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