la “verità” sui ciclopi

Secondo la mitologia greca, e in particolare l’Odissea, i ciclopi erano mostri, giganti con un solo occhio posto al centro della fronte. Più famoso ciclope della storia è di sicuro Poliremo, figlio di Poseidone, il Dio del Mare.

 

Ulisse

« Uom gigantesco abita qui, che lunge

Pasturava le pecore solingo.
In disparte costui vivea da tutti,
E cose inique nella mente cruda
Covava: orrendo mostro, né sembiante
Punto alla stirpe che di pan si nutre,
Ma più presto al cucuzzolo selvoso
D’una montagna smisurata, dove

Non gli s’alzi da presso altro cacume. »

 

(Omero, Odissea, libro IX, vv. 187-192. Traduzione di Ippolito Pindemonte )

 

Polifemo è ubriacato da Ulisse e i suoi compagni

Come scritto nella grande opera di Omero, Poliremo era un pastore che viveva in una caverna situata nell’isola di Sicilia, ultimo di tanti fratelli.

 

 L’accecamento di Polifemo

I ciclopi, secondo la mitologia, vivevano nelle caverne sotto i vulcani ed erano gli aiutanti di Vulcano, il Dio del fuoco. Però ci sono dei particolari che portano alla verità sull’esistenza dei ciclopi.

Quando una persona parla degli elefanti ha subito la figura di un grande animale, il classico elefante africano, l’animale terrestre più grande del mondo, però pochi sanno che sono esistiti anche altri tipi di elefanti: gli elefanti nani.
 

 due esemplari, maschio e femmina, di Elephas falconeri siciliani

Resti fossili di elefanti nani sono stati rinvenuti su varie isole del Mediterraneo: Cipro, Malta, Creta, Sicilia, Sardegna, Dodecaneso, Cicladi. Al di fuori del Mediterraneo, resti di elefanti nani sono stati rinvenuti a Flores, Sulawesi, Timor ed altre piccole isole della Sonda. La parte che interessa, però, a noi è il Mediterraneo e, in particolare, la Sicilia. In Sicilia vi erano delle specie di elefante nano:

                   Elephas (Palaeoloxodon) antiquus leonardii (Aguirre, 1969)

                   Elephas (Palaeoloxodon) mnaidriensis (Adams, 1874)

                   Elephas (Palaeoloxodon) melitensis (Falconer, 1868)

                   Elephas (Palaeoloxodon) falconeri (Busk, 1867)

Ed una di queste è stata a far nascere, nella mitologia greca, i ciclopi.

 cranio di elefante

Quando è stata scritta l’Odissea da Omero, tra l’800 a.C. e 700 a.C. ne greci ne romani avevano mai visto un elefante, cosa che finirà solo nel 218 a.C. durante la seconda punica quando, Annibale, porterà, per lottare contro i romani, 21 elefanti. Quindi, prima del 218 a.C., in Sicilia, non si conoscevano gli elefanti. Gli elefanti nani visserò in Sicilia durante il Pleistocene, il quale terminò 11 mila anni fa. Estinti gli elefanti nani molte ossa sono state rinvenute nelle caverne siciliane però, come sono state rinvenute oggi da noi, che abbiamo una conoscenza nel settore avendo visto almeno una volta un elefante, potevano essere rinvenute durante l’età dell’Antica Grecia. Non sapendo cosa avevano d’avanti, al momento del ritrovamento, potevano pensare di sicuro ad una creatura mostruosa.

 

Come si può notare nella foto del cranio, gli elefanti presentano un buco al centro del cranio. Quei buchi non sono altro che la base della proboscide, quindi l’analogo del nostro naso però, non conoscendo l’animale, si possono scambiare per una cavità orbitale del cranio. Le cavità orbitali vere del cranio dell’elefante non sono molto in evidenza. Essendo poste ai lati della cavità del naso possono essere scambiate come ossa degli zigomi.

 

Quindi facciamo un’analisi finale:

I ciclopi vivono in Sicilia come gli elefanti nani, vivono nelle caverne come gli elefanti, hanno un unico occhio nel mezzo della fronte che può ricordare la cavità del naso posta al centro del cranio degli elefanti.

 Ecco svelato, in un mio “momento di noia”, la verità, o meglio, la teoria più vicina alla realtà, sull’esistenza dei ciclopi.

 

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