Responsabilità

ITALIANIIIIIIIIIIIIII!!!!!!!

Parco rifiuti a Napoli, uno stato di emergenza che dura
da 14 anni e che è costato agli italiani quasi due miliardi di euro
(4000 miliardi di lire) andati in fumo da governi di destra e sinistra in 12 anni.
Ben sei commissari straordinari nominati dal 1994, un´emergenza studiata a
tavolino che ha fatto arricchire in tanti.
Gli imprenditori che studiavano piani speciali per lo smaltimento o per i
termovalorizzatori che non hanno mai costruito. Consulenze da capogiro,
raccomandati a 1700 euro al mese nullafacenti. Ci sono addirittura casi in cui
le sostanze tossiche venivano spacciate per fertilizzanti e vendute ai
contadini con la denuncia di uno scaricatore di Nola rifiutatosi di trasportare
un carico di concime, aveva scoperto trattarsi di un carico misto di amianto.

Ora ci ritroviamo con le ecoballe, poco eco e molte balle… dei politici. Nel
‘96 il problema già c’era, e il presid. della Regione Rastrelli emanò il bando
per la gestione dei rifiuti. Proseguì l’opera Losco (Udeur) e infine Bassolino
(Ds) che affida il mandato a Impregilo, ma vediamo chi è questa società:

IMPREGILO
E’ una multinazionale, associata Fiat, mai che affidino un appalto a
un’aziendina che si faccia le ossa e si espanda assumendo nuovi operai e dando
lavoro al tormentato sud, sempre a una megaazienda o multinazionale, perchè
foraggia tanto i politici sempre più affamati di soldi e potere.
Impregilo è il principale gruppo italiano nelle costruzioni e nell’ingegneria,
ma pure un colosso mondiale, che ha corrotto e inquinato e truffato in
Colombia, Guatemala, Nigeria e Kurdistan. E Rastrelli, Losco e Bassolino non lo
sapevano? Non raccontiamoci favole.

MASSIMO PONZELLINI
Il presid. di questa onesta società è Massimo Ponzellini che ha avuto ed ha
importanti cariche:
Assistente personale di Romano Prodi, Ministro dell’Industria e del
Commercio. Capperi, ben ammanicato.
Negli anni ‘81-82 fu Direttore generale della NOMISMA S.p.A., che non si
occupa di graziose monete come si potrebbe pensare, se non marginalmente,
perchè si occupa di, udite udite!: Agricoltura e industria alimentare,
Commercio e consumi, Economia della cultura e dello sport, Industria e impresa,
Infrastrutture, trasporti e logistica, Net Economy & Technologies, Politica
industriale e sviluppo territoriale, Programmi internazionali, Real Estate,
Scenari strategici e di sicurezza, Servizi pubblici locali. Insomma ha in
mano l’Italia, una multinazionale altro che numismatica
Inoltre il Ponzelli è stato nell’83 Dirigente superiore all’IRI e Segretario
esecutivo del Comitato per la Ristrutturazione e la Privatizzazione,
di cui fu promotore il Presidente dell’IRI Romano Prodi, grande erede DC, che
governa l’Italia con l’oscuro apporto dell’Opus Dei. Prodi piazza le sue
creature non a caso, esattamente come fa Berlusconi, e sono una peggio
dell’altra.
Ponzelli nel 1984-86 diventa Responsabile del Dipartimento Strategia e Studi
dell’IRI (studi su come fregare il prossimo visti gli effetti generali),
con mandato speciale per gli investimenti del Gruppo nell’Italia meridionale. E
finalmente arriviamo alla MAFIA, che pappa ed ha pappato sempre tutti gli investimenti
al sud, come giustamente ha fatto rilevare Beppe Grillo, beccandosi una querela
dal candido e puro Mastella, che con la mafia si sente chiamato in causa.
Nell’86 fino al ‘90 il buon Massimo è pure Amministratore Delegato della
SOFIN, holding controllata dal Gruppo IRI (settori: turismo, agricoltura e
piccole imprese nell’Italia meridionale). E ci risiamo con l’Italia
meridionale, l’ha rovinata ed è a lui che si affidano i rifiuti in Campania.
L’IRI è stata la più grande truffa di tutti i tempi, un ente che si è comprato
tutte le più grandi industrie italiane portandone molte al fallimento e
svendendole per procurarsi sottobanco lautissime prebende.
‘90-94 – Diventa Membro del Transitional Team per la costituzione della BERS
(Banca Europea per la
Ricostruzione e lo Sviluppo), leader nel mercato
italiano, perchè se non sono mafiosi non li vogliamo. Non penserete che
l’Europa sia pulita, altrimenti non accetterebbe tutti i politici inquisiti e
mafiosi che le spediamo a raffica. A turno invadono i posti parlamentari
europei, con stipendi, pagati da noi, che nessun paese europeo si sognerebbe di
dare. Sapete come vengono chiamati i parlamentari europei italiani dai
parlamentari stranieri? I MAIALONI, per come si fanno pagare autoelargendosi
stipendi vergognosi, mentre la gente in Italia non trova lavoro e muore di
fame.
‘94-2002 Vicepresidente della BEI (Banca Europea per gli Investimenti), altra
Banca altre sovvenzioni politico-mafiose.
Dal novembre 2002 Vicepresidente e Amministratore Delegato della “Patrimonio
dello Stato S.p.A.”
Come mai nessuno ha protestato, almeno a destra? Abbiamo capito di essere
governati, a destra e a sinistra da un gruppo mafioso politico opusdeistico? O
ci piacciono le illusioni? Se un partito non fosse colluso denuncerebbe l’altro,
invece tutti zitti. E’ quel Ponzellini di cui il giornale “Il foglio” scrisse:
– Il mastodontico Ponzellini ha trascorso le vacanze a Panarea a bordo di un
peschereccio di 30 metri
che si chiama Santa Maria a Mare ma inalbera la bandiera del Lussenburgo. –
perchè poverino, deve risparmiare, per questo evade le tasse. E’ stato pure Consigliere
di Amministrazione dell’Alitalia (uno dei tanti squali che ne hanno fatto
pastura, e ne paghiamo le conseguenze), della Finmeccanica (azienda
aerospaziale che ha assorbito tutte le aziende italiane del settore, alla
faccia delle leggi antitrust, è quella che vendette l’alfaromeo alla Fiat,
sempre alla faccia delle leggi antitrust, per creare un potere di assunzioni
che gestisse i voti italiani, soprattutto al sud), dell’ISTRA (Istituto
Superiore per i Trasporti), nonché Presidente del Centro europeo per le
imprese pubbliche a Bruxelles.

Impregilo comprende 5 società: Impregilo International, Fibe, Fibe Campania,
Fisia Impianti, Gestione Napoli, nel 2007 TUTTE INTERDETTE dal gip Rosanna
Saraceno dalla gestione dei rifiuti per un anno, più un sequestro preventivo di
753 milioni di euro. Ma tutto è tornato come prima, uno ruba e gli riaffidano
l’incarico, tanto è potente la mafia politica. Non mancarono le denunce, come
quella del senatore di Rifondazione comunista Tommaso Sodano, per cui i pm
Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo indagarono di nuovo, e dopo 5 anni conclusero
che «con artifici e raggiri hanno eluso i contratti, falsificato i risultati
delle analisi, bloccato gli impianti per far crescere l’emergenza, con la
complicità, se non la connivenza, di chi aveva l’obbligo di intervenire». Le
indagini hanno coinvolto il governatore Bassolino e molti dirigenti della
struttura commissariale. Però non se ne è saputo più nulla e giornali e
telegiornali hanno glissato la notizia.
Capite perchè siamo al 48% posto nel mondo nella libertà di informazione? I
giornali non sono sovvenzionati dallo stato per simpatia, ma perchè si cuciano
la bocca.
Nel 2000, Impregilo avrebbe dovuto costruire: sette impianti di produzione di
Cdr (combustibile derivato da rifiuti): furono fatti, ma non secondo i progetti
originari e non funzionarono quasi mai. Inoltre due termovalorizzatori, ma ne
fu fatto uno solo, e gestire tutti i rifiuti della Campania, che dovevano
diventare materiale da bruciare al 32%, compost da recupero ambientale al 33%,
scarti ferrosi quindi recuperabili al 3% e il restante 14% in discarica. Quello
che vediamo è il risultato. Vale a dire solo Cdr, raccolto in ecoballe (più balle
che eco), spazzatura triturata e non convertita, che ormai è una mina vagante
per l’ambiente.
Il lavoro di conversione suddetto non fu mai fatto e i rifiuti, invece di
trasformarsi in prodotto da discarica al 14%, aumentò il suo volume oltre il
100%, per gli additivi aggiunti per triturare tutto in un gran polpettone, in
cui c’era di tutto, comprese le sostenze nocive per l’ambiente, amianto
compreso
Per contratto il Cdr doveva avere un massimo del 15% di umidità, ne supera il
30%, un commisto di pericoloso inquinante. Questa è la ragione per cui la Germania, dopo aver
promesso di smaltirlo dietro congruo compenso, ce l’ha restituito, non essendo
disposta a inquinare il suo territorio.

GUIDO BERTOLASO
Il commissario che doveva controllare la faccenda era, nel 2001, GUIDO
BERTOLASO, medaglia d’oro al merito civile (pure!), Direttore della Protezione
Civile della Presid. Del Consiglio dei Ministri, un medico che lavorava nel
terzo mondo, una Ong pagata dalla Farnesina, licenziato e passato all’Unicef. Con
Berlusconi però, grazie allo scandalo Arcobaleno degli aiuti all’Albania
durante il governo D’Alema, che aveva travolto la Protezione Civile
diretta da Franco Barberi, Bartolaso subentrò nel posto vacante. E Berlusconi
sapeva benissimo chi era! Dalla padella sulla brace.

CARLO ALFIERO
Ad aiutare il neocommissario c’è il gen. della Dia CARLO ALFIERO che andrà a
sostituire il Prefetto CATENACCI attuale Commissario della Campania, che a sua
volta farà il commissario ambientale in Calabria. Cioè chi non funziona viene
destinato a fare danni in altra sede? Danno il contentino facendo ruotare le
cariche? Ma che burla sono questi governi? Ma c’è di più: in qualità di
commissario per l’emergenza ambientale della Calabria, il prefetto Carlo
Alfiero,autorizzò il commissario di Governo per l’emergenza rifiuti nella
regione Campania ad “mollare” 500 tonnellate al giorno di rifiuti presso la
discarica prima di Lamezia Terme e poi di Cassano Ionio, “purchè i rifiuti
della Campania avessero classificazione e certificato di analisi secondo il
codice Cer 19.05.01″ Che ipocrisia, sapeva benissimo che i certificati erano
falsi, infatti stabilì lui l’agenzia di governo che doveva controllare, tante
volte i rifiuti fossero analizzati da privati e uscisse l’inghippo.
Alla protesta di Cassano e Lamezia Terme, le discariche calabresi che dovevano
assorbire le eccedenze campane, Carlo Alfiero si scandalizza su: – Come si
possa parlare di collasso delle discariche lametine, di manovre inusuali, o
peggio di notte degli imbrogli e di dubbi inquietant| secondo quanto riportato
sulla stampa, in un crescendo di frasi ad effetto e di congetture prive di
alcun fondamento, che non contribuiscono certo a creare un clima di
cooperazione, solidarieta’ e sinergia tra tutte le istituzioni che operano,
direttamente o indirettamente, nel difficile settore dell’emergenza rifiuti! –
Che faccia tosta.Quella che esce dagli impianti di Cdr è dunque spazzatura
triturata, non c’è stato alcun trattamento.
Tanto che il prefetto Pansa (che ha preso il posto del precedente commissario,
il capo della protezione civile Guido Bertolaso) ha deciso di far trasportare
parte dei rifiuti direttamente in discarica. Alessandro Pansa Già vice capo
della Polizia e direttore della Criminalpol, su proposta del min.dell’Interno
Amato, è stato nominato prefetto di Napoli al posto di Renato Profili,
richiamato a Roma e in attesa di altro incarico.

RENATO PROFILI
Profili fu “ascoltato” in un processo della “Commissione Parlamentare di
inchiesta sul ciclo dei rifiuti e illeciti ad esso connessi”, processo a porte
chiuse, perchè? E perchè il presidente della commissione è proprio Paolo Russo,
capogruppo Psdi, che è assessore dell’ambiente e vice presidente della
provincia di Napoli? Non è un po’ troppo “ammanicato”? Perchè non un esterno al
caso?Dunque le ecoballe di cui tanto si parla sono semplice immondizia ormai
decomposta e chiusa in buste di plastica impossibili da bruciare a norma.

Il materiale prodotto dai Cdr doveva avere per contratto al massimo il 15% di
umidità, ne ha oltre il 30%. Una mistura disastrosa. In discarica occuperebbero
40mila metri quadri ogni mese. E così il commissariato, che tutto sapeva, ha
dilapidato milioni di euro per inviare balle ovunque: le ha inviate al nord, al
sud e all’estero, ma tutti gliele hanno restituite, non sono bruciabili perchè
inquinano. In attesa di costruire l’impianto di Acerra la società Impregilo
doveva smaltire le ecoballe a proprie spese, ma nessuno ha fiatato. I mafiosi
responsabili non pagano, paga sempre il governo che non trova di meglio che
aumentare le tasse per tappare i buchi disonesti dei vari governi.
Gli unici seri sembrano i magistrati, che hanno indagato su società e
commissari conniventi (e Bertolaso è generale della Dia, l’antimafia!). E’
stata una megatruffa, un’emergenza manovrata per fare più soldi.
Il p.m. Rosanna Saraceno scrive che: «Dalle intercettazioni emerge che il fermo
degli impianti e il blocco nella ricezione dei rifiuti era programmato e
attuato quale strumento di pressione verso la struttura commissariale». Ma chi
se l’è filata? Napolitano fa un bel discorsetto di bandiera ma non colpevolizza
nessuno. Sono tutti d’accordo, a dx e a sx, perchè nessuno fiata. Ovvero si
taccia gli avversari di cattiva amministrazione ma non di ruberia, altrimenti
vengono fuori tutti gli altarini.
La Campania sommersa dalla spazzatura paga la tassa sui rifiuti più cara
d’Italia. Con 2300 ex Lsu (lavoratori socialmente utili) impiegati alla
Raccolta differenziata che non è stata mai fatta, ma con regolare stipndio, 55
milioni di euro all’anno. Perfino le liste di disoccupazione erano truccate, un
accordo per assumere voti di partito, da dx e sx.. Ora si parla di possibili
ingerenze della criminalità organizzata. Ci sarebbe da ridere se non fosse
tragica.

Ad aprile la Dda
ha aperto una nuova inchiesta, ed è finito in manette il subcommissario Claudio
De Biasio: insieme a Giuseppe Valente (Forza Italia), fino al commissariamento
del consorzio, per aver usato imprese legate alla malavita. Poco prima del
bando, è stata fondata la società, la
Flora ambiente, senza alcuna attrezzatura, ma con molti
subappalti. Ma i subappalti non li hanno ancora vietati? Lo sanno anche i sassi
che la mafia subappalta, fanno i mafiosi mica i manovali.

Anche Angelo Brancaccio, consigliere regionale e segretario della presidenza
del governatore Bassolino, viene accusato di estorsione, peculato e corruzione.
Poi Cipriano Chianese, avvocato, imprenditore candidato per Forza Italia,
proprietario della Resit, la società che ha venduto al commissariato di governo
le discariche abusive nel 2003: estorsione aggravata e continuata, concorso in
associazione mafiosa.

In Campania ci sono 225 discariche abusive e la criminalità organizzata
mafio-politica gestisce circa 23 miliardi di euro all’anno. Ma nessuno sapeva
e ne sa nulla. E ora impazzano i roghi, ma non per l’immondizia, bensì per lo
smaltimento di sostanze tossiche, così costa meno alla mafia. Oltre
all’immondizia accumulata c’è lo smaltimento illegale di rifiuti industriali.
Oltre agli 800 milioni di euro guadagnati ogni anno profittando della paralisi
di inceneritori e discariche, infatti, il giro d’affari che coinvolge sostanze
pericolose raggiunge 6 miliardi di euro.

– Napoli: La monnezza di Napoli ha messo in fuga il presidente della Regione,
Antonio Bassolino e il sindaco, Rosa Russo Jervolino. Per la prima volta, alla
festa di piazza del Plebiscito, Antonio e Rosetta, non si sono fatti vedere.
Troppo forte la paura di subire delle contestazioni, peraltro preannunciate, da
alcune associazioni, che avevano deciso, nel momento in cui presidente della
Regione e Sindaco, fossero apparsi sul palco, di voltargli le spalle e di
osservare un minuto di silenzio. –
Ora la destra scarica tutte le responsabilità sulla sinistra al governo della
Campania e di Napoli dimenticando di non avere mosso un dito quando era alla
presidenza del Consiglio e al ministero dell’Ambiente
Toccherebbe a tanti il trattamento di Iervolino e Bassolino, toccherebbe a
tutti i nostri politici, non solo i 6 commissari, ma alle aziende, le
Commissioni, gli ingegneri, i consulenti ecc.
Mandiamoli a casa tutti, sarebbe la più felice manovra politica di un secolo a
questa parte

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