le torture della Chiesa…

"Io
voglio scrivere su tutti i muri ovunque siano muri […] Io chiamo il
cristianesimo unica grande maledizione, unica grande intima perversione, unico
grande istinto di vendetta […] Io lo chiamo unico imperituro marchio
d’abbominio dell’umanità…".
FONTE: F.W. Nietzsche, L’Anticristo, TEN, 2a ediz.,
1992, pag. 92-93.

Ecco
alcuni strumenti e sistemi di tortura che la Chiesa ha utilizzato per commettere
i suoi efferati "crimini contro l’umanità" durante la Santa Inquisizione.
Crimini rimasti impuniti!

Il Topo
Tortura applicata a streghe
ed eretici. Un topo vivo veniva inserito nella vagina o nell’ano con la testa
rivolta verso gli organi interni della vittima e spesso, l’apertura veniva
cucita. La bestiola, cercando affannosamente una via d’uscita, graffiava e
rodeva le carni e gli organi dei suppliziati. Chissà come i disgraziati
riuscissero a sopportare il terrore provocato alla sola vista del topo che da li
a poco sarebbe entrato nel suo corpo.

Dissanguamento
Era una
credenza comune che il potere di una strega potesse essere annullato dal
dissanguamento o dalla purificazione tramite fuoco del suo sangue. Le streghe
condannate erano "segnate sopra il soffio" (sfregiate sopra il naso e la bocca)
e lasciate a dissanguare fino alla morte.

Il Rogo
Una delle
forme più antiche di punizione delle streghe era la morte per mezzo di roghi, un
destino riservato anche agli eretici. Il rogo spesso era una grande
manifestazione pubblica. L’esecuzione avveniva solitamente dopo breve tempo
dall’emissione della sentenza. In Scozia, il rogo di una strega era preceduto da
giorni di digiuno e di solenni prediche. La strega prima veniva strangolata e
poi il suo corpo (In stato di semi-incoscienza) era scaricato in un barile di
catrame prima di venire legato a un palo e messo a fuoco. Se la strega,
nonostante tutto, riusciva a liberarsi e a tirarsi fuori dalle fiamme, la gente
la respingeva dentro.

Le Turcas
Questo mezzo era usato per
lacerare e strappare le unghie. Dopo lo strappo, degli aghi venivano solitamente
inseriti nelle estremità delle falangi.

La Vergine di
Norimberga

La Fanciulla di Ferro o Vergine di Norimberga

L’idea di meccanizzare la tortura è nata in
Germania; è li che ha avuto origine "la Vergine di Norimberga". Fu così
battezzata perchè, vista dall’esterno, le sue sembianze erano quelle di una
ragazza bavarese, e inoltre perchè il suo prototipo venne costruito ed
impiantato nei sotterranei del tribunale segreto di quella città. Era una specie
di contenitore di metallo con porte pieghevoli; il condannato veniva rinchiuso
all’interno, dove affilatissimi aculei trafiggevano il corpo dello sventurato in
tutta la sua lunghezza. La disposizione di questi ultimi era così ben congegnata
che, pur penetrando in varie parti del corpo, non trafiggevano organi vitali,
quindi la vittima era destinata ad una lunga ed atroce agonia.

Pulizia
Dell’Anima

Era spesso creduto, nei paesi cattolici, che l’anima di una
strega o di un eretico fosse corrotta, sporca e covo di quanto di contrario ci
fosse al mondo. Per pulirla prima del giudizio, qualche volta le vittime erano
forzate a ingerire acqua calda, carbone, perfino sapone. La famosa frase
"sciacquare la bocca con il sapone"’ che si usa oggi, risale proprio a questa
tortura.

Il Triangolo
Altro terribile strumento di tortura
analogo alla "pera" e all’"impalamento". L’accusato veniva spogliato e issato su
un palo alla cui estremità era fissato un grosso oggetto piramidale di ferro. La
presunta strega veniva fatta sedere in modo che la punta entrasse nel retto o
nella vagina. Alla fine alla poveretta venivano fissati dei pesi alle mani e ai
piedi…

Immersione Dello Sgabello
Questa era una punizione che
più spesso era usata nei confronti delle donne. Volgarmente sgradevole, e spesso
fatale, la donna veniva legata a un sedile che impediva ogni movimento delle
braccia. Questo sedile veniva poi immerso in uno stagno o in un luogo paludoso.
Varie donne anziane che subirono questa tortura morirono per lo shock provocato
dall’acqua gelida.

Palo a forma di
piramide

Impalamento
Questo strumento, riservato per lo più ai sospetti di
stregoneria o agli eretici, era realizzato in tre diverse versioni. La prima
consisteva in un blocco di legno a forma di piramide, mentre la seconda, meno
letale, aveva l’aspetto di un cavalletto a costa tagliente.
In ambedue i
casi, l’indiziata veniva posta a cavalcioni di tale strumento sino a far
penetrare la punta, nel primo caso, o lo spigolo nel secondo, direttamente nelle
carni, squassando in modo spesso permanente, gli organi genitali. Quasi sempre
poi venivano aggiunti dei pesi alle caviglie e sistemati scrupolosamente dei
braceri o delle fiaccole accese sotto ai piedi. La terza versione è una delle
più rivoltanti e vergognose torture concepite dalla mente umana. Veniva attuata
per mezzo di un palo aguzzo inserito nel retto della presunta strega, forzato a
passare lungo il corpo per fuoriuscire dalla testa o dalla gola. Il palo era poi
invertito e piantato nel terreno, così, queste miserabili vittime, quando non
avevano la fortuna di morire subito, soffrivano per alcuni giorni prima di
spirare. Tutto ciò veniva fatto ed esposto pubblicamente.

La
Strappata

Una delle più comuni e anche una delle tecniche più facili.
L’accusato veniva legato a una fune e issato su una sorta di carrucola.
L’esecutore faceva il resto tirando e lasciando di colpo la corda e slogando,
così, le articolazioni.

Lo Squassamento
Era una forma di
tortura usata insieme alla ‘strappata’. L’accusato qui veniva sempre issato
sulla carrucola, ma con dei pesi legati al suo corpo che andavano dai 25 ai 250
chili. Le conseguenze erano gravissime.

La Culla Della
Strega

Questa era una tortura a cui venivano sottoposte solamente le
streghe. La strega veniva chiusa in un sacco poi legato a un ramo e veniva fatta
continuamente oscillare. Apparentemente non sembra una tortura ma il dondolìo
causava profondo disorientamento e aiutava a indurre a confessare. Vari soggetti
hanno anche sofferto durante questa tortura di profonde allucinazioni. Ciò
sicuramente ha contribuito a colorire le loro confessioni.

Tenaglia

Mastectomia
Alcune torture erano elaborate non solo per
infliggere dolore fisico ma anche per sconvolgere la mente delle vittime. La
mastectomia era una di queste: la carne delle donne era lacerata per mezzo di
tenaglie, a volte arroventate. Uno dei più famosi casi che si conosca in cui fu
usata questa tortura era quello di Anna Pappenheimer. Dopo essere già stata
torturata con lo strappado, fu spogliata, i suoi seni furono strappati e,
davanti ai suoi occhi, furono spinti a forza nelle bocche dei suoi figli
adulti… Questa vergogna era più di una tortura fisica; l’esecuzione faceva una
parodia sul ruolo di madre e nutrice della donna, imponendole un’estrema
umiliazione.

Annodamento
Questa era una tortura specifica per
le donne. Si attorcigliavano strettamente i capelli delle streghe a un bastone.
Quando l’inquisitore non riusciva ad ottenere una testimonianza si serviva di
questa tortura; robusti uomini ruotavano l’attrezzo in modo veloce provocando un
enorme dolore e in alcuni casi arrivando a togliere lo scalpo e lasciando il
cranio scoperto.

La Garrotta
Non è altro che un palo con un
anello in ferro collegato. Alla vittima, seduta o in piedi, veniva fissato
questo collare che veniva stretto poi per mezzo di viti o di una fune. Spesso si
rompevano le ossa della colonna vertebrale.

Il Forno
Questa
barbara sentenza era eseguita in Nord Europa e assomiglia ai forni crematori dei
nazisti. La differenza era che nei campi di concentramento le vittime erano
uccise prima di essere cremate (Ma non sempre).

Il Trono

Il Supplizio Del Trono
Questo attrezzo consisteva in una specie di seggiola
gogna, sarcasticamente definita "trono". L’imputata veniva posta in posizione
capovolta, con i piedi bloccati nei ceppi di legno. Era questa una delle torture
preferite da quei giudici che intendevano attenersi alla legge. Difatti la
legislazione che regolamentava l’uso della tortura, prevedeva che si potesse
effettuare una sola seduta, durante l’interrogatorio della sospetta. Malgrado
ciò, la maggioranza degli inquisitori ovviava a questa normativa, definendo le
successive applicazioni di tortura, come semplici continuazioni della prima.
L’uso di questo strumento invece, permetteva di dichiarare una sola effettiva
seduta, sorvolando sul fatto che questa fosse magari durata dieci giorni. Il
"trono", non lasciando segni permanenti sul corpo della vittima, si prestava
particolarmente ad un uso prolungato. E’ da notare che, talvolta, unicamente a
questo supplizio, venivano effettuate, sulla presunta strega, anche le torture
dell’acqua o dei ferri roventi.

La Pressa
Anche conosciuta
come pena forte et dura, era una sentenza di morte. Adottata come misura
giudiziaria durante il quattordicesimo secolo, raggiunse il suo apice durante il
regno di Enrico IV. In Bretagna venne abolita nel 1772.

La
Cremagliera

Era un modo semplice e popolare per estorcere confessioni. La
vittima veniva legata su una tavola, caviglie e polsi. Rulli erano passati sopra
la tavola (E in modo preciso sul corpo) fino a slogare tutte le
articolazioni.

La Pera
La Pera era un terribile strumento che
veniva impiegato il più delle volte per via orale. La pera era usata anche nel
retto e nella vagina. Questo strumento era aperto con un giro di vite da un
minimo, a un massimo dei suoi segmenti. L’interno della cavità in questione era
orrendamente mutilato e spesso mortalmente. I rebbi costruiti alla fine dei
segmenti servivano meglio per strappare e lacerare la gola o gli intestini.
Quando applicato alla vagina i chiodi dilaniavano la cervice della povera donna.
Questa era una pena riservata a quelle donne che intrattenevano rapporti
sessuali col Maligno o i suoi familiari.

La sedia delle
streghe

Sedia Delle Streghe
La sedia
inquisitoria, comunemente detta sedia delle streghe, era un rimedio molto
apprezzato per l’ostinato silenzio di talune indiziate di stregoneria. Tale
attrezzo, pur universalmente diffuso, fu particolarmente sfruttato dagli
inquisitori austriaci. La sedia era di varie dimensioni, diverse forge e
fantasiose varianti; tutte comunque chiodate, fornite di manette o blocchi per
immobilizzare la vittima ed, in svariati casi, aveva il pianale di seduta in
ferro, così da poterlo arroventare. Vengono riportate notizie di processi dai
quale risulta come l’uso di questo strumento potesse venir prolungato, sino a
trasformarsi in vera e propria pena capitale.

La Ruota
In
Francia e Germania la ruota era popolare come pena capitale. Era simile alla
crocifissione. Alle presunte streghe ed eretici venivano spezzati gli arti e il
corpo veniva sistemato tra i raggi della ruota che veniva poi fissata su un
palo. L’agonia era lunghissima e poteva anche durare dei
giorni.

Tormentum Insominae
Consisteva nel privare le streghe
del sonno. La vittima, legata, era costretta a immersioni nei fossati anche
durante tutta la notte per evitare che si addormentasse.

Ordalia Del
Fuoco

Prima di iniziare l’ordalìa del fuoco tutte le persone coinvolte
dovevano prendere parte a un rito religioso. Questo rito durava tre giorni e gli
accusati dovevano sopportare benedizioni, esorcismi, preghiere, digiuni e
dovevano prendere i sacramenti. Dopodiché si veniva sottoposti all’ordalìa: gli
accusati dovevano trasportare un pezzo di ferro rovente per una certa distanza.
Il peso di questo peso era variabile: si andava da un minimo di circa mezzo
chilo per reati minori, fino a un chilo e mezzo. Un altro tipo di ordalìa del
fuoco consisteva nel camminare bendati e nudi sopra i carboni ardenti. Le ferite
venivano coperte e dopo tre giorni una giuria controllava se l’accusato era
colpevole o innocente. Se le ferite non erano rimarginate l’accusato era
colpevole, altrimenti era considerato innocente. Si poteva aver salva la vita,
però, corrompendo i clerici che dovevano officiare la prova: si poteva fare in
modo che ferro e carboni avessero una temperatura sufficientemente
tollerabile.

Ordalia Dell’Acqua
In questo tipo di ordalìa
l’acqua simboleggia il diluvio dell’Antico Testamento. Come il diluvio spazzò
via i peccati anche l’acqua ‘pulirà’ la strega. Dopo tre giorni di penitenze
l’accusata doveva immergere le mani in acqua bollente, alla profondità dei
polsi. Spesso erano costrette a immergerle fino ai gomiti. Si aspettava poi tre
giorni per valutare le colpe dell’accusata (Come per l’ordalìa del fuoco).
Veniva messa in pratica anche un’ordalìa dell’acqua fredda. Alla strega venivano
legate le mani con i piedi con una fune, in modo tale che la posizione non fosse
certo propizia per rimanere a galla. Dopodiché veniva immersa in acqua; se
galleggiava era sicuramente una strega in quanto l’acqua ‘rifiutava’ una
creatura demoniaca, se andava a fondo era innocente ma difficilmente sarebbe
stata salvata in tempo.

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2 risposte a le torture della Chiesa…

  1. L ha detto:

    che schifo…mi vien da vomitare…ma quale mente sadica pensava a simili torture!! che orrore!! O_o\’\’

  2. Carmela ha detto:

    ORROREEE! BLEAAH!
     

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