perchè c’è differenza tra il Sud Italia e il Nord Italia?

In questo intervento, secondo una mia considerazione personale, allegando anche documenti storici, ho intenzione di spiegare il perché delle differenze tra nord e il sud Italia. Prima di iniziare, voglio mostrarvi brevemente, nel corso della storia, quali sono state le tappe storico-politico-geografiche della nostra amata penisola italica.

 

 

       

        

       

(Gli Stati Italiani nel 1859 prima dell’unificazione: in arancio il Regno di Sardegna, in giallo il Regno delle Due Sicilie, in rosso lo Stato Pontificio, in blu il Regno Lombardo-Veneto e in verde il Granducato di Toscana e i Ducati di Parma e Modena)

 

 

Come si può notare, dal 1494 sino al 1860, anche se sotto diversi governi, che sia angioino, aragonese, napoleonico o borbonico, il sud Italia ha sempre formato un unico grande stato. E’ rimasto intatto durante l’impero francese di Napoleone e, addiruttora, dopo il Congresso di Vienna. Nel corso dei secoli, il Sud Italia, ha coltivato i suoi usi, i suoi costumi, le sue usanze, le sue tradizioni, addirittura la sua musica e la sua canzone.


Nel 1859 l’Italia era divisa in 7 Stati diversi: il Regno di Sardegna, il Regno delle Due Sicilie, lo Stato Pontificio, il Regno Lombardo-Veneto, il Granducato di Toscana, il Ducato di Parma e Piacenza, il Ducato di Modena e Reggio. Dalla pianta, però, si può notare che il più grande degli Stati, il quale occupava metà dell’intero territorio, era il Regno delle Due Sicilie. Durante le guerre d’indipendenza, i vari piccoli Stati furono conquistati dal Regno di Sardegna, sotto il dominio di Casa Savoia, mediante finissime tattiche di alleanze e, a mio parere, mediante anche un po’ di fortuna. Ormai, nel 1860, era stato conquistato tutto lo stivale italico, eccetto lo Stato Pontificio, il Regno delle Due Sicilie e il Veneto. Giuseppe Garibaldi, con la sua spedizione dei 1000, arriverà a conquistare il Regno delle Due Sicilie. La storia ci insegna di un gesto eroico, ma, nei libri di storia, vengono sempre omessi dei piccoli particolari, dei particolari che non vengono citati perché hanno poco a che fare con l’eroismo. Garibaldi per arrivare a conquistare, con 1000 uomini, uno Stato e a sconfiggere un esercito di 30.000 soldati borbonici, usò le più antiche tecniche del mondo (usate molto spesso anche oggi): la corruzione e la menzogna. Attraverso la corruzione dei generali borbonici, i quali “chiusero un occhio” durante le battaglie, lasciandosi sconfiggere, e attraverso la promessa, fatta al popolo, di portare la Repubblica nel Regno delle Due Sicilie, di scacciare la Monarchia e portare la Democrazia. Attraverso questa promessa, anche il popolo “chiuse un occhio” nei confronti delle azioni di Garibaldi. Poi venne la volta, per Garibaldi, di trovarsi un alleato in territorio duosiciliano. Garibaldi lo trovò l’alleato. Un alleato che, ancora oggi,è il cancro del Sud Italia: i briganti. I briganti, all’epoca, erano soltanto dei piccoli ruba galline, dei delinquenti di campagna. Garibaldi chiese la loro alleanza e, in cambio, quando sarebbe finita la guerra, ed avrebbe conquistato il Regno delle Due Sicilie, li avrebbe ricompensati. I briganti accettarono di allearsi con Garibaldi, il quale, con il popolo dalla sua parte ed i generali borbonici corrotti, in meno di un anno, riuscì a conquistare lo Stato più grande dello stivale italico, con i suoi 102.700 kmq e la sua popolazione di 10.000.000 di abitanti. Garibaldi fu, così, il “Presidente” della nuova Repubblica del Sud, ma, in quel preciso momento, cambiarono le carte in tavola.

Nello stesso periodo storico, nel 1861, attraverso le guerre d’Indipendenza, Vittorio Emanuele II stava conquistando ed annettendo gli Stati italiani al suo Regno. Fu così che, a Teano, Garibaldi e Vittorio Emanuele II, si incontrarono. Fu a Teano che Garibaldi consegnerà il vecchio Regno delle Due Sicilie a Vittorio Emanuele II, da ottavo Re di Sardegna, diventerà il primo Re d’Italia. Nasce nel 1861 il Regno d’Italia.

In realtà, a Vittorio Emanuele II, interessavano le grandi ricchezze del Regno delle Due Sicilie, il quale era 120 volte più ricco del Regno di Sardegna. Napoli, la capitale del Regno delle Due Sicilie, aveva una ricchezza tale che, in valuta attuale, ammonterebbe a 150 miliardi di euro, ed era, dopo Parigi, la città più e popolata d’Europa, e la quinta nel mondo, mentre era, dopo Vienna e prima di Palermo, la città più ricca d’Europa.

Il popolo del Sud si ritrovò preso in giro. Dopo i Borbone si ritrovarono comandati dai Savoia, i quali venivano dal Nord e non conoscevano minimamente gli usi, i costumi e le tradizioni del Sud Italia, a differenza dei Borbone che vi governarono per decenni e vollero tenere sempre alta la tradizione del proprio popolo. Furono inviati al sud Prefetti settentrionali, che non capivano il dialetto e gli usi e costumi secolari dei meridionali e che furono visti come "truppa d’occupazione". Fu reintrodotta la tassa sul macinato , cioè sul pane, che era l’elemento essenziale per la sopravvivenza dei poveri. Fu introdotta una tassa sul sale e sui tabacchi, che allora la Sicilia esportava in tutto il mondo, introducendo il monopolio di stato. Furono chiuse con decreto le antiche cave d’argento. Furono poi chiuse le ricche fabbriche manifatturiere e l’industria fiorente del baco da seta. Vennero boicottati i bacini e gli arsenali navali, in cui si fabbricavano prestigiosi battelli (il primo a vapore fu realizzato nel Regno). Non si dette seguito alla costruzione di nuove tratte delle ferrovie che avevano (con la Napoli-Portici) iniziato i Borboni. In Sicilia, che era da secoli il granaio d’Europa, e che dai suoi porti faceva partire prodotti agricoli ed agrumi per tutta l’Europa, si boicottarono i trasporti impedendo che le mercanzie giungessero regolarmente ai porti, i quali in breve tempo persero la loro secolare importanza mercantile. Fu introdotta la carta moneta, (dal 1866 a corso forzoso) al posto degli scudi in oro, anche perché fu prelevato il tesoro napoletano e fu addirittura confuso il debito pubblico. Napoli, come ogni capitale di un Paese conquistato, fu messa in secondo piano e derubata delle proprie ricchezze.

I briganti, ormai ricompensati da Garibaldi, si ritrovarono ad essere fuorilegge come prima. Attraverso quel cambio di monarchia, si svegliò il leone brigante, e divenne più grande grazie alle persone del popolo che vollero allearvisi perché erano state tradite da Garibaldi, quel Garibaldi che aveva promesso la Repubblica ed ora era solo un componente della Monarchia che aveva portato. I briganti furono combattuti, vi fu una vera e propria guerra civile. Alla fine vi fu la vittoria dell’esercito italiano. Quello che mi domando è: come si fa a accertare di aver vinto contro un nemico che non ha Nazione e non ha uniforme? Fu il re a far finire la guerra e a vestirsi da vincitore, quando, in realtà, i briganti non erano stati totalmente sconfitti. Una piccola parte sopravvisse alla guerra e, pian piano, all’ombra, iniziò a crescere, a diventare forte, gigante. Da ruba galline, diventarono veri delinquenti, un esercito di malviventi che ora chiamano “mafia”, “camorra”, “sacra corona unita”, “’ndrangheta”, e non rubano più galline ma commerciano in armi, droga e prostituzione con l’Italia intera, l’Europa, se non con il mondo.

La guerra cessò forse perché Garibaldi disse a Vittorio Emanuele II : << Finiamola qui. In fin dei conti sono stati loro ad aiutarmi a conquistare il Regno delle Due Sicilie >>, ma ormai i briganti odiavano l’Italia e l’affronto che avevano ricevuto e vollero solo diventare forti e potenti per poter rivendicare la propria terra ed il proprio ruolo. Infatti, oggi, la mafia tende a governare tutto, forse perché, nel suo istinto, vuole riprendersi quel ch’è suo, non rendendosi conto ch’è diventata il cancro della propria terra. Un cancro nato dai voleri del Nord Italia, e che infesta il Sud.



Ma, pur essendo diventato parte di uno Stato, il Sud non rinunciò mai alle sue tradizioni, alle sue credenze, alle sue festività, alla sua musica e canzone. L’Italia è riuscita ad “italianizzare” i piccoli Stati del Nord, ma non, completamente, il grande Stato del Sud. Napoli, l capitale, manterrà sempre le sue tradizioni. Del canto di Napoli fu figlia la festa di Piadigrotta, cessata nel 1982 e malamente resuscitata, nel 2008, da Nino D’Angelo soltanto a scopo personale. Un’altra figlia del canto napoletano era il Festival di Napoli. In Italia, fino al 1970, il Sud aveva il suo Festival, il Festival della canzone dalla sua antica capitale: Napoli. Nel 1952 è nato il Festival di Sanremo e nel 1953 il Festival di Napoli, ma, ancora una volta, il sud è stato offeso e tradito. Il Festival di Napoli cessò nel 1971 perché “si diceva che, negli stabilimenti televisivi, avevano messo una bomba” e, detto questo, la RAI ritirò tutti i suoi mezzi e il Festival di Napoli, invece di riprendere nel 1972, fu annullato e poi ripreso anch’esso, come la Piedigrotta, malamente, nel 2001, per cessare nel 2004. E’ stata un’altra presa in giro che ha portato alla rovina della canzone napoletana, amata in tutto il mondo, e l’ha trasformata di qualcosa che non è definito in maniera seria ed è, per la maggior parte, solo una piccola appendice della criminalità organizzata. Così il Festival di Napoli è morto, forse perché l’unico Festival nazionale deve essere quello di Sanremo. Ormai, la canzone napoletana, è solo un piccolo strumento nelle mani della camorra, comandata dal Nord Italia.



Dopo la beffa storica e musical-culturale, per il Sud è nata anche la beffa politica. Il Sud si è ritrovato in perenne agonia perché serve ai governanti (al 90% del Nord Italia) per promettere nelle loro campagne elettorali. Promettono a parole ed intanto, attraverso le mafie, le aziende del Nord, dopo che per decenni hanno sfruttato gli operai del Sud, vengono a scaricare i loro rifiuti tossici nel territorio del Sud Italia. In più vi è un’altra piccola battaglia che i napoletani non hanno ancora vinto perchè non glie l’hanno voluta far ancora vincere: quella del dialetto. Il dialetto napoletano, essendo arrivato ad essere riconosciuto in tutto il mondo, in Europa ed in America, l’unico Stato in cui non è considerato è l’Italia. Il napoletano non è un dialetto è una lingua non ufficializzata, che la parlano nel mondo quasi più dello stesso italiano.


Quindi, alla domanda “Perché il Sud ed il Nord sono diversi?” Io rispondo “Perché il Sud è, e resterà per sempre, uno Stato a se, uno Stato indipendente, con le proprie tradizioni, ma che, per scherzi della storia, è stato annesso ad un’altro Stato che voleva solo le sue ricchezze.” Ed in più aggiungo “perché il Sud Italia è stato sempre preso per il culo dal Nord e quindi non troverà mai un’affinità con quest’ultimo finché non ammetterà i propri errori nei confronti del Sud, e la smetterà di scaricargli tutte le crisi dello Stato” Ad una persona che gli togli storia, ricchezza, pace, cultura e giustizia, può mai amarti veramente? Al massimo può sopportarti per non arrivare a romperti la testa e le gambe.

L’Italia sarà veramente unita solo quando vi sarà una vera Democrazia, una vera Giustizia e verranno eliminate l’ipocrisia, le beffe e il voler scaricare i propri errori sugli innocenti, già vittime per altri sgarri avuti.

 

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Per saperne qualcosa in più, allego due miei interventi, scritti mesi fà che trattano alcuni punti di questo mio intervento

quanto ci vuole bene il nord a noi del sud… (13 agosto 2008)

 http://zona-archi2.spaces.live.com/blog/cns!DDF5E8AA6D1D0946!3175.entry

unità d’Italia? (12 aprile 2008)

 http://zona-archi2.spaces.live.com/blog/cns!DDF5E8AA6D1D0946!3011.entry

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